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Piazza Aranci e Palazzo Ducale

"Sai che in Massa c'è una piazza tutta circondata da doppi filari di aranci? Sai che questi filari li ha visti mia madre quand'era giovine sposa, e che ora li guardo io dalla finestra dell'albergo?" Giosuè Carducci, 1877.

Cuore pulsante della città, Piazza Aranci è uno dei monumenti principali di Massa nonché simbolo emblematico del centro storico. La piazza deve il suo nome alle due file d’aranci profumati piantati agli inizi del ‘900 che ancora oggi cingono i tre lati e costituiscono una caratteristica unica e distintiva della città. Sul quarto lato della piazza si apre invece il maestoso Palazzo Ducale, storica villa di pianura dei Malaspina e oggi dimora di Provincia e Prefettura. Conosciuto anche come “Palazzo Rosso” per via del color rosso cybeo della facciata, Palazzo Ducale si compone di tutta una serie loggiati, colonne e scalinate rigorosamente in marmo bianco e di forte impatto visivo realizzati dalla famiglia Bergamini. Al centro della piazza infine, si erge invece una fontana con obelisco e leoni in marmo scolpiti da Giovanni Isola, in memoria dell’Unità d’Italia.

Curiosità


Una demolizione discussa.
Prima dell’attuale configurazione, nella piazza sorgeva la famosa Collegiata di San Pietro, edificio religioso di grande impatto che occupava gran parte della piazza. E poi che è successo? È successo che la contessa Elisa Bonaparte Baciocchi, cara sorella di Napoleone, volendo riservare più spazio al Palazzo Ducale in cui dimorava, lo fece demolire nel 1807. 

Varietà d’arancio.
Agli inizi del ‘900 gli alberi di aranci che costituivano i filari erano dolci e particolarmente gustosi e su di essi vigevano delle rigide leggi per evitare che turisti e passanti se ne appropriassero. Con il passare degli anni invece, si preferirono aranci più amari e meno appetibili, ma notevolmente più resistenti alle temperature invernali (e alle mani dei furfanti!). Sono questi quelli presenti ancora oggi, che nessuno si sognerebbe mai di mangiare!

Piazza Aranci e i poeti.
Giosuè Carducci non fu il solo a raccontare della bellezza della piazza. Anche Giacomo Leopardi, in una missiva alla sorella Paolina, narra la sua intenzione di passare l’inverno in questa splendida città, “dove il clima è ottimo, non nevica mai e nella cui piazza centrale crescono gli aranci”. Come dargli torto?

 

Fonti:

Antologia dei cronisti massesi di Emilio Palla, edito a Massa dal Centro Culturale Apuano, 1986

Massa: guida storico-artistica. Città, Castello Malaspina, Alpi Apuane. Testi di Silvano Soldano, edito a Massa per il Comune di Massa, anno 2000

comune.massa.ms.it

portale.provincia.ms.it

turismomassacarrara.it

wikipedia


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